Pubblicato il Marzo 15, 2024

Contrariamente a quanto si pensi, rendere una casa sicura per la terza età non significa riempirla di ausili medicali che ne compromettono l’estetica.

  • La vera sicurezza nasce da una progettazione “invisibile” che integra soluzioni ergonomiche nel design fin dall’inizio.
  • Elementi di design come porte scorrevoli, pavimenti continui e maniglioni a doppia funzione aumentano la sicurezza senza sacrificare lo stile.

Raccomandazione: Adotta un approccio di “Design Universale”, pensando oggi a soluzioni che garantiscano autonomia e bellezza alla casa di domani, per tutte le fasi della vita.

L’idea di dover adattare la propria casa con l’avanzare dell’età, o per accogliere un genitore anziano, evoca spesso immagini di ambienti freddi, medicalizzati, quasi ospedalieri. Si pensa subito a maniglioni bianchi, sedili di plastica e scomodi gradini, elementi che gridano “fragilità” e sembrano rubare l’anima e il calore di un focolare domestico. Questa visione, oltre a essere deprimente, è il risultato di un approccio reattivo e non preventivo alla progettazione degli spazi abitativi. Ci si concentra sull’emergenza, aggiungendo ausili posticci quando il problema si è già manifestato.

Ma se la vera chiave non fosse aggiungere, ma integrare? Se la casa più sicura fosse quella in cui la sicurezza non si vede, perché è parte integrante del suo design? Questo è il cuore della Progettazione Universale (Design for All), una filosofia che come architetto considero fondamentale. Non si tratta di progettare per “i disabili” o “gli anziani”, ma di creare ambienti intrinsecamente accessibili, confortevoli e belli per chiunque, a 20, 50 o 80 anni. Significa pensare a un corridoio abbastanza largo non per una sedia a rotelle, ma per una persona con le buste della spesa, un passeggino o, un domani, un deambulatore.

Questo approccio sposta l’attenzione dalla “cura” alla “prevenzione” e dall’estetica “medicale” all’estetica funzionale. In questo articolo, non vi fornirò un catalogo di prodotti per anziani. Vi guiderò, attraverso scelte progettuali concrete e intelligenti, a plasmare una casa a prova di futuro: un luogo dove sicurezza, autonomia ed eleganza non sono compromessi, ma alleati. Esploreremo come interventi mirati, dalla scelta dei pavimenti alla domotica, possano trasformare un’abitazione in uno spazio accogliente e funzionale per tutte le stagioni della vita.

Attraverso un’analisi dettagliata di ogni aspetto, vedremo come sia possibile anticipare le esigenze future senza sacrificare l’estetica odierna. Questo percorso vi fornirà gli strumenti per dialogare con professionisti e prendere decisioni informate per la vostra casa “per sempre”.

Perché sostituire la vasca con una doccia a filo pavimento è il primo passo per la sicurezza?

La sostituzione della vasca da bagno con una doccia a filo pavimento è molto più di un semplice ammodernamento estetico; è l’intervento con il più alto impatto sulla prevenzione delle cadute domestiche. Il bordo della vasca, alto in media 50-60 cm, rappresenta la barriera architettonica più pericolosa in un bagno, specialmente per chi ha una mobilità ridotta o semplicemente perde equilibrio. Eliminarlo significa creare una superficie continua e accessibile, un principio cardine del Design Universale. L’assenza di gradini non solo facilita l’ingresso, ma permette un accesso sicuro anche con ausili per la deambulazione.

L’obiezione più comune è la paura di un risultato estetico freddo o “sanitario”. Al contrario, le soluzioni moderne permettono una continuità visiva e materica di grande eleganza. Piatto doccia e pavimento possono essere realizzati nello stesso materiale, come gres porcellanato o resina, creando un ambiente visivamente più ampio e armonioso. Come dimostrano progetti specifici come la cabina doccia Liberty di Linea Oceano, è possibile combinare design, autonomia e sicurezza, integrando superfici antiscivolo e miscelatori termostatici che evitano scottature. L’installazione di una doccia a filo pavimento non è solo una scelta di buon senso, ma è anche un requisito per il superamento delle barriere architettoniche secondo la normativa italiana, in particolare il D.M. 236/89.

Piano d’azione: trasformare la vasca in una doccia a filo pavimento

  1. Valutare lo spazio: Verificare di avere uno spazio minimo di 160×90 cm, ideale per garantire l’accessibilità futura anche con una sedia a rotelle.
  2. Verificare lo scarico: Controllare se lo scarico esistente della vasca può essere riutilizzato per la nuova piletta, ottimizzando tempi e costi dell’intervento.
  3. Scegliere i materiali: Optare per materiali coordinati tra pavimento e piatto doccia (come gres, resina o microcemento) per garantire continuità estetica e sicurezza.
  4. Installare la piletta: Assicurarsi che venga installata una piletta sifonata con una pendenza minima dell’1% per garantire un deflusso rapido dell’acqua ed evitare ristagni.
  5. Completare con ausili integrati: Prevedere l’installazione di maniglioni di design certificati e, se necessario, una seduta ribaltabile che scompaia quando non utilizzata.

Come progettare i disimpegni oggi per permettere il passaggio di una carrozzina domani?

I corridoi e i disimpegni sono le arterie della casa, ma spesso vengono progettati al centimetro, senza pensare alla loro funzione nel lungo periodo. Un corridoio stretto o un’apertura di porta standard da 80 cm possono diventare ostacoli insormontabili. L’anticipazione ergonomica consiste nel progettare questi spazi oggi, pensando alle esigenze di domani. La normativa italiana, in questo, ci viene in aiuto con indicazioni precise. Per garantire l’accessibilità, la larghezza minima di un corridoio dovrebbe essere di 100 cm, con spazi di manovra (ad esempio, di fronte a una porta o a un cambio di direzione) di almeno 150×150 cm, come specificato nel Decreto Ministeriale 236 del 1989.

Rispettare queste misure in fase di ristrutturazione o costruzione non ha un impatto estetico negativo; al contrario, crea ambienti più ariosi, luminosi e percepiti come più lussuosi. L’ostacolo principale, spesso, non è il corridoio in sé, ma l’ingombro delle porte a battente tradizionali. Fortunatamente, esistono soluzioni di design che risolvono il problema con eleganza.

Corridoio moderno con larghezza accessibile e illuminazione segnapasso a LED integrata

Come si può vedere in un disimpegno ben progettato, l’illuminazione gioca un ruolo chiave. L’uso di luci segnapasso a LED incassate a filo battiscopa non è solo un dettaglio di design contemporaneo, ma una guida luminosa sicura durante la notte, che evita di dover accendere le luci principali, riducendo il rischio di inciampi e disorientamento. Di seguito, un confronto tra le diverse soluzioni per ottimizzare gli spazi di passaggio.

Questo confronto evidenzia come le porte scorrevoli a scomparsa, pur richiedendo un intervento più strutturale, offrano il massimo guadagno in termini di spazio e pulizia estetica, rappresentando la soluzione ideale in un’ottica di Design Universale.

Confronto soluzioni per ottimizzare spazi di passaggio
Soluzione Spazio guadagnato Costo indicativo Difficoltà installazione
Porte scorrevoli a scomparsa 80-90 cm €800-1500/porta Media (richiede controtelai)
Porte a libro 40-50 cm €400-800/porta Bassa
Eliminazione porte non necessarie Completo €0-200 (finitura) Minima

Gres porcellanato o parquet: quale superficie riduce il rischio di cadute domestiche?

La scelta del pavimento è una delle decisioni più importanti per la sicurezza e l’estetica di una casa. Una superficie scivolosa o con fughe irregolari può aumentare drasticamente il rischio di cadute. La sicurezza di un pavimento si misura con un coefficiente di attrito, la “classe R”. Per gli ambienti domestici, una classe R10 è considerata ottimale per garantire una buona aderenza anche con piedi bagnati, senza però rendere la pulizia troppo difficoltosa. Il parquet tradizionale, per quanto caldo e accogliente, ha tipicamente una classe di scivolosità R9, che può non essere sufficiente in aree critiche come l’ingresso o la cucina.

Il gres porcellanato, d’altra parte, è disponibile in innumerevoli finiture (effetto legno, pietra, cemento) e offre facilmente una classe antiscivolo R10 o superiore. La sua superficie non porosa lo rende inoltre estremamente facile da pulire e igienico. Oggi, però, esistono alternative ancora più performanti che uniscono il meglio dei due mondi. I pavimenti in LVT (Luxury Vinyl Tile), ad esempio, replicano fedelmente l’estetica del legno ma con una classe antiscivolo superiore (R10-R11) e una maggiore “resilienza”: in caso di caduta, la loro leggera elasticità può aiutare ad attutire l’impatto. Inoltre, la posa senza fughe crea una superficie perfettamente continua, eliminando ogni rischio di inciampo.

La scelta ideale dipende da un bilanciamento tra estetica, budget e, soprattutto, sicurezza. Un pavimento unico e continuo in tutta la casa, senza soglie né dislivelli, non è solo una scelta di design minimalista, ma la soluzione più efficace per garantire una mobilità fluida e sicura in ogni stanza.

Confronto superfici per sicurezza antiscivolo
Materiale Classe antiscivolo Manutenzione Costo/mq Durabilità
Gres porcellanato R10 R10 (ottima) Minima €25-60 30+ anni
LVT effetto legno R10-R11 Media €35-70 15-20 anni
Parquet tradizionale R9 (base) Alta €50-120 20-50 anni
Resina continua R10-R12 Minima €80-150 10-15 anni

Il vantaggio di motorizzare le tapparelle pesanti per chi soffre di mal di schiena

Sollevare e abbassare manualmente tapparelle pesanti è un gesto quotidiano che, nel tempo, può causare o aggravare problemi alla schiena, alle spalle e alle articolazioni. Per chi soffre di patologie come l’artrite o l’ernia del disco, questo semplice compito può diventare doloroso o addirittura impossibile. La motorizzazione delle tapparelle non è un lusso, ma un intervento ergonomico fondamentale per preservare l’autonomia e il benessere fisico. Trasforma un’azione faticosa e potenzialmente dannosa in un gesto semplice e senza sforzo, eseguibile premendo un pulsante o tramite comando vocale.

L’automazione degli avvolgibili offre vantaggi che vanno oltre il semplice comfort. Permette di gestire la luce e la privacy in modo centralizzato, senza doversi spostare stanza per stanza. Può essere integrata in scenari domotici più complessi: ad esempio, uno scenario “Notte” che chiude tutte le tapparelle, spegne le luci e abbassa il termostato con un solo comando. Questo livello di automazione è particolarmente utile per le persone con mobilità limitata, garantendo non solo comfort ma anche un maggior senso di controllo e sicurezza sul proprio ambiente.

L’investimento per questo tipo di intervento è diventato molto più accessibile rispetto al passato. In Italia, i costi per la motorizzazione di un singolo avvolgibile sono diminuiti e si possono trovare soluzioni di qualità. Inoltre, l’installazione è spesso rapida e non invasiva, senza necessità di opere murarie complesse. Secondo le stime del mercato italiano, l’investimento si attesta su una cifra che rende questa miglioria un’opzione concreta per molte famiglie, con un costo che varia tra 300 e 600 euro per singola tapparella, a seconda del modello e della complessità dell’installazione.

L’errore di installare maniglioni “da ospedale” che deprezzano l’estetica del bagno

Questa è la paura numero uno e l’errore di progettazione più comune: trasformare il bagno in una corsia d’ospedale. L’installazione di vistosi maniglioni in plastica bianca o acciaio cromato è la via più rapida per far sentire una persona “malata” a casa propria. Il Design Universale ci insegna che la funzione di sostegno non deve essere per forza esplicita e medicale. La sicurezza integrata è il principio per cui un oggetto di design può svolgere una doppia funzione, una estetica e una di supporto, in modo del tutto naturale.

Oggi, aziende italiane come Goman e Ponte Giulio sono pioniere in questo settore, producendo ausili che sono prima di tutto oggetti di arredo. Un portasciugamani robusto e di design può essere certificato per sostenere un peso di 120-150 kg, diventando un appiglio sicuro e discreto. Una mensola sotto lo specchio o nella doccia può avere una struttura rinforzata per fungere da appoggio stabile. Le stesse colonne doccia possono essere progettate per offrire un sostegno verticale. L’obiettivo è pensare al supporto come a una caratteristica intrinseca dell’arredo bagno, non come un’aggiunta estranea.

Bagno moderno con maniglioni di design integrati come elementi decorativi

Come si vede nell’immagine, un maniglione in finitura nero opaco, coordinato con la rubinetteria, non solo non disturba l’estetica, ma la arricchisce, diventando un elemento grafico. Ecco alcune soluzioni alternative ai classici maniglioni:

  • Portasciugamani certificati come maniglioni, con una portata garantita di 120-150 kg.
  • Mensole rinforzate che possono essere usate come punto di appoggio sicuro per alzarsi dal WC.
  • Colonne doccia verticali con funzione di sostegno integrata nel design.
  • Maniglioni disponibili in finiture coordinate con la rubinetteria (nero opaco, oro spazzolato, bronzo).
  • Posizionamento di maniglioni verticali corti accanto alla doccia o al WC, molto più discreti delle lunghe barre orizzontali.

Come trasformare la casa in una smart home funzionale senza spendere una fortuna?

Il termine “domotica” spaventa ancora molti, evocando sistemi complessi, costosi e difficili da usare. In realtà, oggi è possibile rendere la propria casa “intelligente” in modo graduale, economico e, soprattutto, funzionale alle esigenze di chi ci vive. Per la terza età, l’obiettivo della smart home non è il gadget tecnologico, ma l’aumento dell’autonomia e della sicurezza attraverso soluzioni semplici e intuitive. Non serve sventrare i muri o investire decine di migliaia di euro. Si può iniziare con piccoli passi, concentrandosi sugli interventi a più alto impatto.

L’approccio più efficace è quello modulare: iniziare con uno o due dispositivi e aggiungerne altri nel tempo. Un buon punto di partenza è un assistente vocale (come Amazon Alexa o Google Assistant), che funge da centro di controllo. A questo si possono collegare lampadine smart per controllare l’illuminazione senza alzarsi, o prese intelligenti per accendere e spegnere apparecchi difficili da raggiungere (come una lampada dietro un divano o la macchina del caffè). L’investimento iniziale può essere sorprendentemente basso; secondo alcune stime, si può creare un sistema di base efficace con una spesa diluibile nel tempo, partendo da un investimento iniziale di circa 350 euro per un hub, alcuni sensori e uno smart speaker.

Per massimizzare il ritorno sull’investimento in termini di comfort e sicurezza per una persona anziana, è utile dare priorità a tre interventi specifici che risolvono problemi comuni con un budget limitato:

  • Controllo vocale delle luci principali: Installare lampadine smart nelle stanze più frequentate (soggiorno, camera da letto) e collegarle a un assistente vocale. Costo indicativo: 40-80€ per le lampadine + 50€ per un dispositivo come Echo Dot.
  • Prese intelligenti per apparecchi scomodi: Utilizzare prese smart per controllare a distanza o con la voce apparecchi che richiederebbero movimenti difficili o pericolosi. Costo indicativo: 20-30€ per presa.
  • Videocitofono smart: Permette di vedere chi suona alla porta e rispondere direttamente da smartphone o tablet, senza doversi alzare e correre alla porta. Costo indicativo: 150-250€ per un sistema completo.

La tecnologia, se scelta con criterio, è una potente alleata. Focalizzatevi su come rendere la casa intelligente con interventi mirati e accessibili per ottenere benefici immediati senza complicazioni.

Come impostare lo scenario “Fuori Casa” per spegnere tutto con un solo tocco?

Uno dei maggiori vantaggi della domotica è la possibilità di creare “scenari”, ovvero sequenze di comandi che vengono eseguiti simultaneamente con un’unica azione. Lo scenario “Fuori Casa” è forse il più utile per la sicurezza e il risparmio energetico. Invece di dover controllare ogni singola luce, assicurarsi che il ferro da stiro sia spento e che le tapparelle siano abbassate, si può attivare questo scenario che fa tutto in automatico. Per una persona anziana o con difficoltà di memoria, questo elimina l’ansia di aver dimenticato qualcosa di acceso o aperto, garantendo tranquillità mentale e sicurezza reale.

Impostare questo scenario è più semplice di quanto si pensi e può essere fatto attraverso le app dei principali sistemi domotici (Google Home, Amazon Alexa, Apple HomeKit). Si definisce una routine che, quando attivata, comanda a tutti i dispositivi collegati di assumere uno stato predefinito: spegnere tutte le luci smart, interrompere l’alimentazione delle prese intelligenti collegate ad apparecchi a rischio (come stufette o ferri da stiro), abbassare le tapparelle motorizzate e, se presente, attivare il sistema di allarme. L’efficacia di questi sistemi è stata dimostrata anche in contesti di ricerca, come nel progetto internazionale ‘gAALaxy’, sviluppato a Bolzano, che ha testato l’utilità degli scenari automatizzati per migliorare la qualità della vita degli anziani.

L’attivazione dello scenario può avvenire in diversi modi, a seconda del livello di comfort e abilità tecnologica dell’utente. Se l’uso di un’app su smartphone può essere complesso per alcuni, esistono alternative molto più intuitive e affidabili. La scelta dell’interfaccia di controllo è cruciale per il successo del sistema.

Confronto interfacce di controllo per scenari domotici
Interfaccia Facilità d’uso anziani Costo Affidabilità
Pulsanti smart fisici Eccellente €30-80/pulsante Molto alta
Comandi vocali (Alexa/Google) Buona €40-100/dispositivo Alta (richiede internet)
App smartphone Media €0 (se già presente) Media
Transponder automatico Eccellente €150-300 Molto alta

Da ricordare

  • Progettazione Universale: La casa più sicura è quella progettata per essere comoda e accessibile a tutti, a ogni età, integrando la sicurezza nel design.
  • Sicurezza Integrata, non Aggiunta: Preferire sempre soluzioni a doppia funzione (es. portasciugamani che sono anche maniglioni) per evitare l’effetto “ospedale” e preservare l’eleganza.
  • Tecnologia come Alleata: La domotica, se usata con criterio e con interfacce semplici, è uno strumento potente per aumentare l’autonomia, il comfort e la tranquillità mentale.

Come funzionano le serrature biometriche e sono davvero più sicure della chiave fisica?

Le serrature elettroniche e biometriche rappresentano un grande passo avanti per l’autonomia, eliminando il problema di perdere le chiavi o di faticare a inserirle nella toppa, specialmente per chi ha problemi di vista o di manualità fine. Una serratura biometrica si apre riconoscendo un’impronta digitale unica, offrendo un accesso rapido e senza chiavi. Altre serrature elettroniche funzionano con un codice numerico, un badge NFC (simile a una carta di credito contactless) o direttamente tramite smartphone. In termini di sicurezza contro le effrazioni, i modelli di buona qualità sono generalmente più sicuri di una serratura tradizionale, in quanto più difficili da forzare o duplicare.

Tuttavia, quando si progetta per la terza età, “più sicuro” non significa sempre “più pratico”. Le serrature biometriche, ad esempio, possono presentare un problema inaspettato. Con l’avanzare dell’età, la pelle delle dita può diventare più sottile, secca e meno elastica, rendendo le impronte digitali meno definite e più difficili da leggere per il sensore. Questo può portare a frustranti tentativi di accesso falliti. Come sottolineano gli esperti del settore, è fondamentale scegliere la tecnologia giusta per l’utente finale.

Per le persone anziane, le cui impronte digitali possono essere meno definite, le serrature con tastierino numerico o con badge/telecomando NFC sono spesso più pratiche e altrettanto sicure.

– Esperti di domotica assistenziale, Ceteco – Tecnologie per l’autonomia

Inoltre, è importante considerare la gestione delle emergenze. Cosa succede in caso di blackout? Le serrature elettroniche di qualità sono dotate di batterie di backup con una lunga autonomia e, quasi sempre, di una chiave meccanica di emergenza nascosta. Un altro vantaggio significativo, soprattutto nel contesto italiano, è che l’installazione di questi dispositivi può rientrare nelle agevolazioni fiscali, come il Bonus Sicurezza, che prevede una detrazione del 50%. La scelta migliore, quindi, non è la tecnologia più avanzata in assoluto, ma quella più affidabile e semplice da usare per la persona che dovrà viverci ogni giorno.

Domande frequenti su come rendere la casa sicura per la terza età

Le serrature biometriche funzionano per tutti gli anziani?

Non sempre. Con l’età le impronte digitali possono diventare meno leggibili. È spesso meglio optare per sistemi alternativi come quelli con codice numerico o badge NFC, che risultano più affidabili e altrettanto sicuri per questa fascia d’età.

Cosa succede in caso di blackout con i dispositivi domotici?

I dispositivi critici per la sicurezza, come le serrature elettroniche di buona qualità, sono dotati di batterie di backup interne che garantiscono il funzionamento per diversi mesi (solitamente 6-12). Inoltre, la maggior parte dei modelli include anche una chiave meccanica tradizionale per le emergenze.

È possibile accedere al Bonus Sicurezza per questi interventi?

Sì, l’installazione di serrature elettroniche, così come di altri sistemi di sicurezza attivi e passivi, rientra tra gli interventi che possono beneficiare del Bonus Sicurezza. Questa agevolazione fiscale consente una detrazione del 50% su una spesa massima di 96.000€.

Scritto da Lorenzo Moretti, Architetto iscritto all'Ordine con 15 anni di esperienza in ristrutturazioni residenziali e riqualificazione energetica in Italia. Specializzato in pratiche edilizie (CILA, SCIA) e gestione dei bonus fiscali per la casa.